La Pro Loco

Descrizione

LA PROLOCO DI SAN SAVINO

La Proloco di San Savino nasce nel 1996 come proseguimento della precedente esperienza del comitato parrocchiale, fondato nel 1985 in occasione delle celebrazioni del Ss Crocifisso. Tra le principali attività della ProLoco, l’organizzazione della festa paesana è sempre stata un momento importante di aggregazione, con la fondazione dell’associazione abbiamo trasformato questo tradizionale appuntamento nella ”Sagra del Gambero del Trasimeno”,
che ha come maggiore obiettivo quello di valorizzare i prodotti locali conricette a base di pesce di lago. Il successo riscosso specialmente con la qualità della nostra proposta culinaria, ci ha permesso, collaborando con il Circolo, di ampliare i locali adiacenti a questo, realizzando una cucina stabile ed un ampio spazio coperto.
Al 2006 risale l’ultimo intervento che completa lo stabile, con la realizzazione di una terrazza panoramica. L’attesa ricorrenza del 25 esimo del Ss Crocifisso nel 2010, ha permesso, anche grazie al significativo contributo di tutta la popolazione, di ristrutturare la chiesa e organizzare l’evento.
Altri interventi rilevanti sono quelli legati alla ristrutturazione della piazza centrale del borgo e l’illuminazione del centro storico, in collaborazione con il comune di Magione, e la recente ristrutturazione del monumento ai caduti e dell’area adiacente.
Dopo molti traguardi ed il rinnovo del consiglio di amministrazione, avvenuto nel 2014, stiamo incrementando la nostra attività con eventi di carattere culturale e nuovi progetti legati al sociale e allo sport.

 

Filosofia

Promozione e valorizzazione turistica, sociale, culturale, storica ed enogastronomici del territorio del Lago Trasimeno.

 

Panoramica Aziendale

La Pro-Loco San Savino è stata fondata il 23 aprile 1996 proseguendo idealmente il lavoro iniziato dal Comitato Parrocchiale che era stato costituito nel 1985 in occasione delle celebrazioni giubilari del S.S. Crocefisso.

Opera su base volontaria e senza fine di lucro, con finalità di promozione e valorizzazione turistica, sociale, culturale, storica ed enogastronomici.

La Sede dell’associazione è fissata nei locali della ex Scuola Elementare che è stata concessa in comodato d’uso dal Comune di Magione.

Consiglio direttivo della Pro-Loco in carica dal 18/05/2014

Presidente ORSINI MAURIZIO

Vice-Presidente GARRONI EMANUELE - RASPATI MARCO

Segretaria ORSINI MARIANGELA

Cassieri MORGANTI FABIANA – PAPACCHINI RITA

Consiglieri BERIOLI MARCELLO - BOBO’ FERNANDO - MENCARELLI MASSIMO - MENCUCCINI PAOLO - MORGANTI FRANCESCO - SORDI ALESSIO - TUFILLI DOMENICO - ZOPPITELLI MARCELLO

Sindaci revisori CIAFFOLONI ROSANNA - RIGUCCI MARCO - TRIBBIOLI SILVIA

Rappresentante del Comune BALDONI IVO

 

Informazioni Generali

La Pro-Loco San Savino è stata fondata il 23 aprile 1996 proseguendo idealmente il lavoro iniziato dal Comitato Parrocchiale che era stato costituito nel 1985 in occasione delle celebrazioni giubilari del S.S. Crocefisso.
Opera su base volontaria e senza fine di lucro, con finalità di promozione e valorizzazione turistica, sociale, culturale, storica ed enogastronomica.
La Sede dell’associazione è fissata nei locali della ex Scuola Elementare che è stata concessa in comodato d’uso dal Comune di Magione.

 

San Savino

Il castello di San Savino sorge sulla cresta di un modesto rilievo collinare (314 m. s.l.m.), in una posizione storicamente strategica per il settore sud-orientale del Trasimeno.
L’area su cui insiste l’attuale nucleo abitato, insieme al territorio che si affaccia sulle sponde del lago, risulta infatti popolata fin da epoca protostorica, con frequentazioni, documentate da scavi archeologici, risalenti alla media età del Bronzo, con successive fasi di occupazione sino all’età del Bronzo finale (secoli XVII-XI/X a.C.). Si tratta dunque, senza dubbio, di uno degli insediamenti più antichi dell’intero territorio magionese, la cui rilevanza è confermata dall’attestazione di un tempio di epoca etrusca, o etrusco-romana, a valle, nella zona di imbocco delle gallerie degli emissari.
La toponomastica prediale suggerisce che l’antico nome del nucleo abitato fosse Cignano, e che esso si presentasse articolato in una tipologia insediativa diffusa, ma incardinata intorno ad una villa rustica o residenziale appartenente, appunto, a Cinna (o Cenio o Acennio), con ogni probabilità situata sulla stessa collina su cui oggi si erge il castello.
In età altomedievale la persistenza di un pagus (circoscrizione amministrativa cui fanno capo più vici, cioè villaggi) ben concorda con la precocissima erezione della pieve dedicata a San Savino, con ogni probabilità ascrivibile all’inizio del secolo VII d.C., e stabilmente attestata a partire dal 1029-1031. Situata ai piedi del colle, nell’area degli emissari, in evidente continuità con l’antico santuario pagano, la fondazione plebana beneficiò della natura stessa del territorio, dove l’insediamento di sommità e di mezza costa garantiva agli abitanti non solo una più agevole difesa e la possibilità di sfuggire alla malaria, ma in pari tempo permetteva una combinazione della cerealicoltura con la viticoltura e l’olivicoltura, oltre ad una sussidiaria attività piscatoria e silvopastorale.
Scongiurati, dunque, i rischi di spopolamento in corrispondenza della grande crisi dei secoli III-V d.C., il nucleo abitato di Cignano vide accrescere la propria rilevanza a seguito della progressiva militarizzazione dell’area, che segnò, dopo il 595, la stabilizzazione della frontiera longobardobizantina: l’insediamento collinare fu dunque convertito in modesto fortilizio, dotato di palizzate, terrapieni e mura a secco, capace comunque di rappresentare un presidio strategicamente essenziale sulla strada verso il Chiugi. Inserito in un tracciato viario di grande interesse economico e militare, che da Perugia, uscendo da Porta Santa Susanna, conduceva alla vicina Toscana, la pieve di San Savino acquisì crescenti prerogative in ambito socio-religioso, nonché economico e finanche civile, tanto da trasferire il nome del proprio Santo titolare al nucleo abitato fortificato, che proprio intorno al Mille, a seguito del momentaneo allentarsi delle necessità difensive, vedeva drasticamente diminuita la propria capacità aggregante, a favore del ritorno ad un insediamento capillare.
La nascita di un embrionale potere signorile proprio in seno alla struttura plebana, o all’ombra della stessa, alimentato dalle continue tensioni militari che contrapposero Perugia a Castiglione del Lago sullo scorcio del secolo XII, favorì l’edificazione, proprio sulle rovine del fortilizio di Cignano, di un primo nucleo del castrum (castello) di San Savino, capace di catalizzare una popolazione che, nonostante l’esiguità del numero e l’indigenza dei mezzi economici, si era organizzata in Comune, con un proprio Sindaco ed embrionali istituzioni locali.
Nel corso del Duecento il castello dovette tuttavia cadere rapidamente in rovina, se il 31 dicembre 1310 il Consiglio del Comune di Perugia era costretto a constatarlo vacuum et inhabitatum: proprio in virtù della sua rilevanza strategico-militare all’interno della cinta difensiva orientale del Trasimeno, a fronte del crescente pericolo rappresentato dalle scorrerie di eserciti e compagnie di ventura, la Municipalità perugina dispose la riedificazione complessiva del castello, attuando inoltre un’accorta politica di agevolazioni ed esenzioni fiscali, allo scopo di attirare manodopera dalle comunità circonvicine.
Sorto in corrispondenza del preesistente castrum, il «nuovo» castello di San Savino seppe coniugare e sintetizzare elementi ed esigenze attinenti alla difesa del sito, alla colonizzazione dell’ambiente circostante, all’uso dell’importante direttrice stradale di cui era perno, alla prassi architettonica dell’insediamento murato due-trecentesco. La pianta urbana a fuso, con sviluppo lineare, che contraddistingue gli abitati rurali sorti in epoca altomedievale in corrispondenza di pievi o luoghi obbligati di transito, presenta una morfologia estremamente elementare, tutt’oggi chiaramente apprezzabile: impostata su una trama edilizia assai compatta ed omogenea, priva di elementi di differenziazione urbanistica, la cinta muraria si apre in un’unica porta ad arco ogivale, rivolta a ponente, che immette su una piazza quadrangolare occupata da un pozzo-cisterna e dominata dall’imponente profilo del mastio a pianta triangolare, sola emergenza architettonica tra le basse costruzioni disposte in serie parallele e allineate rispetto all’unica breve strada di penetrazione interna.
L’edificazione del castello e l’accresciuta rilevanza insediativa contribuirono ad innescare un consistente incremento demografico, per cui si passò dai 70 abitanti censiti nel 1282 ai circa 350 registrati sul finire del secolo XV: parallelamente, l’emissario braccesco, entrato in funzione nel febbraio 1422, ripristinando almeno in parte una corretta regimentazione delle acque del lago, garantì la continuità della pratica piscatoria, così importante, per tutta l’età moderna, anche a San Savino, dove la Reverenda Camera Apostolica prescriveva severamente il mantenimento degli approdi e conservava proprietà immobiliari a disposizione degli appaltatori del pesce.
Anche sul versante socio-religioso, la comunità locale dimostrava notevole vivacità, in particolare nelle pratiche liturgiche e devozionali del laicato parrocchiale, animate da compagnie, priorate e confraternite. La chiesa-oratorio della confraternita di Santa Maria Maddalena, addossata alle mura esterne del castello, finì così per entrare in diretta concorrenza, lungo l’intero arco del secolo XVI, con le prerogative della vecchia pieve, erodendone progressivamente funzioni e competenze: lontana dal nucleo abitato cui aveva dato il nome, malagevole e inadeguata, disertata dagli stessi parrocchiani che preferivano ascoltar messa, anche nei giorni di precetto, presso la chiesa confraternale, privata infine del proprio fonte battesimale all’inizio del Seicento, la pieve di San Savino resterà in piedi, trascurata e semidiruta, almeno fino alla metà del secolo XVIII. L’8 maggio 1747, dunque, il vescovo perugino Francesco Riccardo Ferniani provvide a trasferire, anche canonicamente, il titolo parrocchiale di San Savino alla «nuova» chiesa presso il castello: in questo modo, simbolicamente, si perfezionava la fitta trama di reciproche corrispondenze, che hanno finito per legare, nel corso dei secoli, un paese, la sua chiesa, il suo nome.
[V.R.]

Ospitalità

Alloggi

  • Appartamenti “Borgo di San Savino” – La casa vacanze è nel borgo di San Savino e dalle sue terrazze si può ammirare il meraviglioso panorama del Lago Trasimeno con l’isola Polvesee l’Oasi naturalistica “La Valle”. http://www.borgosansavino.it
  • Agriturismo “Monte Petreto” – E’ situato sulla collina a 800 mt. dall’Oasi naturalistica “La Valle”. E’ un antico casolare in pietra completamente ristrutturato, con una bellissima vista sulle colline antistanti e sul borgo di San Savino e una piscina in mezzo all’oliveto. http://www.montepetreto.it
  • Agriturismo “La Casa di Campagna” - L’agriturismo si trova nelle vicinanze di San Savino, in piena campagna, circondato da campi e colline, in una piccola azienda agraria a conduzione familiare. http://www.lacasadicampagna.it
  • Agriturismo “Le Terre di Isa” - E’ un agriturismo biologico all’interno di un’azienda agricola che offre ai suoi visitatori un soggiorno di relax e benessere tra le colline del Lago Trasimeno, alla scoperta dei sapori e delle tradizioni dell’Umbria http://www.leterrediisa.com

Ristorazione

  • Ristorante “Da Massimo” – Uno dei ristoranti di pesce più famosi e apprezzati dell’Umbria, con la bella terrazza panoramica che si affaccia sul lago Trasimeno dove gustare pesce di mare o piatti tradizionali a base di pescato lacustre. http://www.perugiaonline.com/damassimo/
  • Trattoria”Faliero” – Sulle sponde del lago Trasimeno, da più di trenta anni una tipica trattoria fa ritrovare ai suoi clienti i sapori di una volta, con la torta al testo “de la Maria” lavorata ancora a mano. http://www.hotelfaliero.it
  • Ristorante “Il Ristoro” – Il ristorante propone un ricco menù di pietanze tipiche umbre, preparate con ingredienti sempre freschi e genuini. Potrete assaggiare le sue specialità anche a casa vostra, grazie alla possibilità di ordinare piatti da asporto. http://www.ristoranteilristoro.it

Prodotti tipici

I piatti tipici sono quelli che vengono cucinati dalle nostre donne in occasione dell’annuale “Sagra del Gambero” e che ricordano i sapori del Lago Trasimeno.

  • Taglierini e gnocchi al sugo di gambero di lago
  • Tegamaccio
  • Regina in porchetta
  • Spiedini di pesce persico
  • Filetti di persico fritti
  • Latterini fritti
  • Luccio arrosto

Da visitare

Il borgo di San Savino si è sviluppato intorno al suo castello, costruito in una posizione storicamente strategica per proteggere i religiosi che anticamente lo abitavano, dalle continue lotte tra la città di Perugia e i comuni di Cortona. La fortezza ha una cinta muraria con un’unica porta ad arco ogivale che immette su una piazza quadrangolare con un pozzo cisterna e dominata dall’imponente Torre a pianta triangolare.

DA VISITARE

OASI NATURALISTICA “LA VALLE” - La struttura, compresa nel parco regionale del lago Trasimeno, si trova ai piedi della collina di San Savino, sulla sponda orientale del Lago. E’ dotata di un centro visita al cui interno è stata allestita una mostra riguardante gli aspetti storico naturalistici dell’area della Valle. Un battello elettrico e una passerella permetteranno di inoltrarvi nel canneto per l’osservazione degli uccelli che si fermano a nidificare, a svernare o a rifornirsi di cibo.

Visita il sito dell'Oasi Naturalistica "La Valle" : http://www.oasinaturalisticalavalle.it



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